Centovalli TI Mulino di Palagnedra - Mühlenkalender

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Centovalli TI Mulino di Palagnedra

Mühlen-Inventar Schweiz > Kanton Tessin > Centovalli TI
Centovalli TI Mulino di Palagnedra 
Lage:
Mulino di Palagnedra Centovalli TI
Via Crup, 6657 Palagnedra
Nome del Comune Centovalli
 
CH1903+ / LV95 2'692'473, 1'112'495
WGS 84 (lat/lon) 46.15759, 8.63574
Altitudine 533 m

Foto: © Rudolf Schlegel

Foto: © Museo Regionale delle Centovalli e del Pedemonte

MULINO - PALAGNEDRA
 
Sito nella stretta vallata di Niuum a una quindicina di minuti a piedi dal villaggio di Palagnedra, il Mulino ex-Fenacci è un interessante esempio della civiltà rurale in epoca pre-industriale. Costruito nel 1856, come attestato dalla data incisa sull'architrave in pietra di una delle finestrelle, ha servito la popolazione locale per circa sette decenni in un'epoca in cui il villaggio contava circa 300 abitanti.
 
Il rudimentale meccanismo, che tramite gli ingranaggi trasformava il moto verticale della ruota in moto orrizzontale, permetteva lo sfruttamento dell'unica forma d'energia che l'uomo in queste valli ha saputo utilizzare fino ai primi del Novecento: la caduta dell'acqua. I mulini hanno così consentito un importante miglioramento della produttività in ambito alimentare per le comunità rurali dedite ad un'economia di sussistenza. Grazie al lavoro delle macine, era infatti possibile produrre con uno sforzo relativamente minore (il trasporto dei sacchi di cereali/farine al/dal mulino non era ad ogni modo poca cosa) una quantità superiore di farine (segale, mais, miglio).
 
Il Mulino di Palagnedra è rimasto oggi ultimo testimone, completo di tutte le sue parti, di questi manufatti in seno al territorio delle Centovalli e del Pedemonte. Strutture di questo genere un tempo erano però assai numerose. Nella sola alta valle se ne contava una ventina, oggi quasi tutti completamente scomparsi. Oltre ai mulini, vi erano poi magli, segherie, follatrici,.. Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento questi manufatti hanno tutti cessato di funzionare. Molti in poco tempo sono scomparsi sotto l'impeto di una natura alla riconquista degli spazi sottrattogli nei secoli dall'uomo, alcuni sono stati interamente o parzialmente riconvertiti con altre funzioni (tra cui gli opinabili tavolini rotondi nei giardinetti). 
 
Nel 2004 il Mulino ha fatto l'oggetto di un importante intervento di ristrutturazione e restauro da parte del Patriziato di Palagnedra e Rasa, oggi proprietario dell'opificio. Al taglio del bosco circostante e alla ricostruzione del sentiero d'accesso, è seguito il rifacimento completo della ruota esterna (3,2 m di diametro), del canale in legno d'adduzione dell'acqua e del meccanismo interno che aziona le macine in pietra.
 
Dopo aver funzionato occasionalmente per una decina d'anni, oggi il Mulino necessiterebbe di una serie d'interventi di manutenzione straordinaria per poter essere rimesso in funzione.
 
La visita al Mulino, al suo esterno, può essere svolta liberamente alla responsabilità di ogni singolo visitatore. Visto il luogo in mezzo al bosco e il sentiero scosceso, è richiesto un equipaggiamento adeguato e buone capacità fisiche. 
 
© Museo Regionale delle Centovalli e del Pedemonte
MÜHLE - PALAGNEDRA

Im engen Niuum-Tal, etwa fünfzehn Gehminuten vom Dorf Palagnedra entfernt, ist die ehemalige Fenacci-Mühle ein interessantes Beispiel für die ländliche Zivilisation in vorindustrieller Zeit. Es wurde 1856 erbaut, wie das in den Steinsturz eines der kleinen Fenster eingravierte Datum beweist, und diente der örtlichen Bevölkerung etwa sieben Jahrzehnte lang, als das Dorf etwa 300 Einwohner hatte.

Der rudimentäre Mechanismus, der die vertikale Bewegung des Rades mit Hilfe von Zahnrädern in eine horizontale Bewegung umwandelte, ermöglichte die Nutzung der einzigen Energieform, die der Mensch in diesen Tälern bis zum Beginn des 20. Jahrhunderts nutzen konnte: fallendes Wasser. Die Mühlen ermöglichten somit eine erhebliche Verbesserung der Nahrungsmittelproduktivität für ländliche Gemeinden, die auf Subsistenzwirtschaft ausgerichtet sind. Dank der Arbeit der Mühlsteine war es möglich, eine größere Menge Mehl (Roggen, Mais, Hirse) mit relativ geringem Aufwand herzustellen (der Transport von Säcken mit Getreide/Mehl zur/von der Mühle war keine Kleinigkeit).

Heute ist die Mühle von Palagnedra der letzte vollständig erhaltene Zeuge dieser Strukturen im Gebiet des Centovalli und des Pedemonte. Strukturen dieser Art waren einst sehr zahlreich. Allein im oberen Tal gab es etwa zwanzig davon, die heute fast alle verschwunden sind. Neben den Mühlen gab es auch Hämmer, Sägewerke, Walkmaschinen usw. Zwischen dem Ende des 19. und den ersten Jahrzehnten des 20. Jahrhunderts haben diese Strukturen alle ihre Funktion verloren. Viele von ihnen verschwanden in kurzer Zeit durch den Versuch der Natur, den Raum zurückzugewinnen, den der Mensch ihnen im Laufe der Jahrhunderte weggenommen hatte, und einige wurden ganz oder teilweise für andere Zwecke umfunktioniert (darunter die fragwürdigen runden Tische in den kleinen Gärten).

Im Jahr 2004 war die Mühle Gegenstand eines bedeutenden Renovierungs- und Restaurierungsprojekts des Patriziato von Palagnedra und Rasa, dem heutigen Eigentümer der Mühle. Nach dem Abholzen der umliegenden Waldvegetation und der Wiederherstellung des Zugangsweges wurden das äußere Rad (3,2 m Durchmesser), die hölzerne Wasserrinne und der innere Mechanismus, der die Mühlsteine antreibt, vollständig wiederhergestellt.
 
Nachdem die Mühle etwa zehn Jahre lang nur sporadisch in Betrieb war, müsste nun eine Reihe von ausserordentlichen Wartungsarbeiten durchgeführt werden, um sie wieder in Betrieb nehmen zu können.
 
Die Besichtigung der Mühle im Freien liegt in der Verantwortung jedes einzelnen Besuchers. Aufgrund der Lage mitten im Wald und des steilen Weges sind eine entsprechende Ausrüstung und gute körperliche Fähigkeiten erforderlich.

© Regionalmuseum des Centovalli und Pedemonte

An dieser Stelle herzlichen Dank an Rudolf Schlegel aus Köniz für den Hinweis.
A questo punto, molte grazie a Rudolf Schlegel di Köniz per il suggerimento.

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